Paolo e Onesimo
| Secondary Keywords | lettere Onesimo Paolo romani scrittura testamento |
|---|---|
| Scritture | Colossians 4 Philemon 1 |
Colossians 41 Padroni, date ai vostri servi ciò che è giusto ed equo, sapendo che anche voi avete un Padrone nel cielo.2 Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con rendimento di grazie;3 pregando in pari tempo anche per noi, affinché Iddio ci apra una porta per la Parola onde possiamo annunziare il mistero di Cristo, a cagion del quale io mi trovo anche prigione;4 e che io lo faccia conoscere, parlandone come debbo.5 Conducetevi con saviezza verso quelli di fuori, approfittando delle opportunità.6 Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a ciascuno.7 Tutte le cose mie ve le farà sapere Tichico, il caro fratello e fedel ministro e mio compagno di servizio nel Signore.8 Ve l’ho mandato appunto per questo: affinché sappiate lo stato nostro ed egli consoli i vostri cuori;9 e con lui ho mandato il fedele e caro fratello Onesimo, che è dei vostri. Essi vi faranno sapere tutte le cose di qua.10 Vi salutano Aristarco, il mio compagno di prigione, e Marco, il cugino di Barnaba (intorno al quale avete ricevuto degli ordini; se viene da voi, accoglietelo), e Gesù, detto Giusto, i quali sono della circoncisione;11 e fra questi sono i soli miei collaboratori per il regno di Dio, che mi siano stati di conforto.12 Epafra, che è dei vostri e servo di Cristo Gesù, vi saluta. Egli lotta sempre per voi nelle sue preghiere affinché perfetti e pienamente accertati stiate fermi in tutta la volontà di Dio.13 Poiché io gli rendo questa testimonianza ch’egli si dà molta pena per voi e per quelli di Laodicea e per quelli di Jerapoli.14 Luca, il medico diletto, e Dema vi salutano.15 Salutate i fratelli che sono in Laodicea, e Ninfa e la chiesa che è in casa sua.16 E quando questa epistola sarà stata letta fra voi, fate che sia letta anche nella chiesa dei Laodicesi, e che anche voi leggiate quella che vi sarà mandata da Laodicea.17 E dite ad Archippo: Bada al ministerio che hai ricevuto nel Signore, per adempierlo.18 Il saluto è di mia propria mano, di me, Paolo. Ricordatevi delle mie catene. La grazia sia con voi. Philemon 11 Paolo, prigione di Cristo Gesù, e il fratello Timoteo, a Filemone, nostro diletto e compagno d’opera,2 e alla sorella Apfia, e ad Archippo, nostro compagno d’armi, alla chiesa che è in casa tua,3 grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signor Gesù Cristo.4 Io rendo sempre grazie all’Iddio mio, facendo menzione di te nelle mie preghiere,5 giacché odo parlare dell’amore e della fede che hai nel Signor Gesù e verso tutti i santi,6 e domando che la nostra comunione di fede sia efficace nel farti riconoscere ogni bene che si compia in noi alla gloria di Cristo.7 Poiché ho provato una grande allegrezza e consolazione pel tuo amore, perché il cuore dei santi è stato ricreato per mezzo tuo, o fratello.8 Perciò, benché io abbia molta libertà in Cristo di comandarti quel che convien fare,9 preferisco fare appello alla tua carità, semplicemente come Paolo, vecchio, e adesso anche prigione di Cristo Gesù;10 ti prego per il mio figliuolo che ho generato nelle mie catene,11 per Onesimo che altra volta ti fu disutile, ma che ora è utile a te ed a me.12 Io te l’ho rimandato, lui, ch’è quanto dire, le viscere mie.13 Avrei voluto tenerlo presso di me, affinché in vece tua mi servisse nelle catene che porto a motivo del Vangelo;14 ma, senza il tuo parere, non ho voluto far nulla, affinché il tuo beneficio non fosse come forzato, ma volontario.15 Infatti, per questo, forse, egli è stato per breve tempo separato da te, perché tu lo recuperassi per sempre;16 non più come uno schiavo, ma come da più di uno schiavo, come un fratello caro specialmente a me, ma ora quanto più a te, e nella carne e nel Signore!17 Se dunque tu mi tieni per un consocio, ricevilo come faresti di me.18 che se t’ha fatto alcun torto o ti deve qualcosa, addebitalo a me.19 Io, Paolo, lo scrivo di mio proprio pugno: io lo pagherò; per non dirti che tu mi sei debitore perfino di te stesso.20 Sì, fratello, io vorrei da te un qualche utile nel Signore; deh, ricrea il mio cuore in Cristo.21 Ti scrivo confidando nella tua ubbidienza, sapendo che tu farai anche al di là di quel che dico.22 Preparami al tempo stesso un alloggio, perché spero che, per le vostre preghiere, io vi sarò donato.23 Epafra, mio compagno di prigione in Cristo Gesù, ti saluta.24 Così fanno Marco, Aristarco, Dema, Luca, miei compagni d’opera.25 La grazia del Signor Gesù Cristo sia con lo spirito vostro. | |








